Muore la parola
appena è pronunciata:
così qualcuno dice.
Io invece dico
che comincia a vivere
proprio in quel momento.
E. Dickinson
Muore la parola
appena è pronunciata:
così qualcuno dice.
Io invece dico
che comincia a vivere
proprio in quel momento.
E. Dickinson
"Non pretendiamo che le cose cambino, se facciamo sempre la stessa cosa.La crisi è la migliore benedizione che può arrivare a persone e Paesi, perché la crisi porta progressi.La creatività nasce dalle difficoltà nello stesso modo che il giorno nasce dalla notte oscura.E' dalla crisi che nasce l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie.Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato.Chi attribuisce alla crisi i propri insuccessi e disagi, inibisce il proprio talento e ha più rispetto dei problemi che delle soluzioni.La vera crisi è la crisi dell'incompetenza.La convenienza delle persone e dei Paesi è di trovare soluzioni e vie d'uscita.Senza crisi non ci sono sfide, e senza sfida la vita è una routine, una lenta agonia.Senza crisi non ci sono meriti.E' dalla crisi che affiora il meglio di ciascuno, poiché senza crisi ogni vento è una carezza.Parlare della crisi significa promuoverla e non nominarla vuol dire esaltare il conformismo.Invece di ciò dobbiamo lavorare duro.Terminiamo definitivamente con l'unica crisi che ci minaccia, cioè la tragedia di non voler lottare per superarla".Albert Einstein, 1955
Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima,il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni nella golacome una trappola da sacrificio,è quindi venuto il momento di cantareuna esequie al passato.
1. Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.
2. Quel che vedi dipende dalla prospettiva in cui ti trovi. Per riuscire a vedere la tua prospettiva, devi cambiare prospettiva.
3. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a capire come e perché.
4. Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.
5. Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti perché incongruenti con le proprie certezze.
6. Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.
7. Per divenire esperto nell'arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare, l'umorismo viene da sè.