mercoledì, novembre 28, 2007

Parole scritte e parole "televisive"

Immagine di Leggere

Qualche giorno fa ho finito di leggere "Leggere" di Corrado Augias, una persona che ammiro e che conoscevo soprattutto per ciò che faceva in TV.
A proposito delle parole scritte e di quelle "televisive" scrive:
Non c'è pagina scritta, per elementare che sia, che non richieda da parte del lettore l'esercizio vigile della sua attenzione. Solo così è possibile decifrare lettere, parole frasi per trasformarle in concetti, idee, emozioni.
Il resoconto del medesimo fatto, per drammatico che sia, comunicato non con un articolo di giornale bensì dallo schermo di un televisore, può essere seguito anche in una condizione attenuata della coscienza, in uno stato di semisopore

Più avanti sul messaggio televisivo aggiunge:
Un messaggio televisivo, assorbito quasi passivamente, comporta anche il rischio che le affermazioni, le battute, le scene, le immagini entrino dentro di noi in modo quasi inavvertito e vadano, con l'andare del tempo, a sedimentare quasi un supplemento di personalità, un lento convincimento che crederemo di avere elaborato autonomamente. E' un meccanismo ben noto sia agli strateghi della pubblicità sia ai manipolatori più abili del pensiero politico.

Credo che quest'ultimo passo si commenta da solo.

2 commenti:

Cicabuma ha detto...

Anche a me piace molto Augias... e credo che questo libro lo metterò nella lista dei desideri!!!
Quello che scrive è verissimo... Io cerco di cedere la Tv il meno possibile... anzi, non la vedo quasi mai, a meno che non vi sia qualcosa che mi interessa davvero!!! Ma pensa a tutte le persone che ci passano davanti ore e ore... e alla fine non è rimasto nulla o quasi nulla... soprattutto con i programmi che passano da qualche anno a questa parte!!!
Un abbraccio
Francesca

Posso metterti nella lista amici sul mio blog?

Francesco ha detto...

Di Augias ho iniziato anche "Inchiesta su Gesù". Io mi considero agnostico.
Anch'io guardo poca TV e facendo molta selezione sui programmi. Mi è piaciuto molto Celentano! Credo che la televisione si sia berlusconizzata, nel senso populista del termine. Con poche eccezioni, è più serva dell'auditel che del contenuto. Questa è la società in cui viviamo. L'apparenza e il profitto prima di tutto.

Aggiungimi pure nella lista degli amici.
Grazie

Lo farò anch'io da questa parte.
Francesco

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