venerdì, gennaio 11, 2008

Spazzatura Virtuale

La spazzatura in questi giorni è un termine nelle narici di tutti. Soprattutto i napoletani. Ma più vago è più mi rendo conto che come nella televisione, nell'editoria "giornaliera" o in quella dei libri, anche su internet la spazzatura prolifera sempre di più! E non possiamo pensare all'aiuto degli inceneritori (ammesso che siano la soluzione della monnezza napoletana ed io non ci credo!). Anch'io cado, mi rialzo e ricado ancora nel paradigma globale dell'Esserci per Esserci. Spesso non ho niente da dire e rimango zitto. Altre volte faccio parlare una foto o qualcos'altro. Ma d'altra parte se voglio far conoscere qualche mio pensiero oltre la stretta cerchia di chi frequento (molto stretta) oggi esiste la possibilità di Essere virtuali, e quindi gioco anch'io sui fili che mi permettono di trasmettervi queste considerazioni. Certo di spazzatura ne passa tanta nella mia testa. Cerco di fare una selezione per evitare di riempire la discarica!

3 commenti:

Paola ha detto...

Credo però che così come agiamo nei confronti nei nostri pensieri, 'differenziando' i pensieri spazatura dagli altri, così agiamo nella vita di tutti i giorni...
Quindi, spero che tutti quanti impariamo a far fruttare i pensieri buoni con belle azioni e a 'buttare' quelli spazzatura non facendoli arrivare alla concretezza della vita....

Francesco ha detto...

Ma non è affatto facile disimparare le cattive abitudini frutto dei pensieri spazzatura. Sto proprio leggendo un libro sulla plasticità del cervello (e del sistema nervoso in generale). Quando una cattiva abitudine è pervasiva non è facile sostituirla con una abitudine positiva. E' molto meglio non prenderla la cattiva abitudine. Però come una cattiva abitudine prende lo spazio che gli concediamo, anche in età adulta, con grande sforzo, possiamo fare in modo che una abitudine positiva diventi anch'essa pervasiva, così prevalendo su quella negativa, se non riesce proprio a sostituirla. Questo avviene proprio a livello di neuroni coinvonti!

Cicabuma ha detto...

Ciao Francesca,
ti voglio donare questa frase di Italo Calvino che mi sembra faccia al caso... Ti abbraccio

"L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà, se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti. Accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e sapere ricoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è l'inferno, e farlo durare, e dargli spazio."
Le città invisibili

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