sabato, agosto 01, 2009

Sono EMBRIO

Ciao ragazzi, mi chiamo EMBRIO, e tutti voi che mi leggete mi conoscete personalmente. Nessuno escluso siete tutti stati ME.

Sono nato dal semplice incontro di uno spermatozoo e una cellula uovo, di solito per un atto di amore di mia madre e di mio padre, a volte, purtroppo, anche per un atto di violenza.

Inizialmente sono solo una cellula uovo fecondata dalla penetrazione dello spermatozoo. Già ,mi vengono le crisi esistenziali e mi chiedo "cosa sono"? Un semplice mescolamento di materiale genetico o qualcosa di più'? I dubbi scuotono la mia doppia elica nuova di zecca.

In pochi giorni sono in grado di produrre altre cellule identiche. che successivamente si differenziano sempre di più, per formare i vari organi di ciò che sarà un essere umano. Un bebè!

Ovviamente non sono in grado di fare ciò da solo, ho bisogno di una madre che mi ospiti nel posto deputato dalla natura a farmi crescere. Da solo posso fare ben poco se sono sconnesso dall'incubatore della Vita materno.

Pur dipendendo in tutto e per tutto da chi mi ospita, il mio sviluppo procede a stadi come quello di qualsiasi organismo vivente. Certo parto una una singola cellula fecondata e in breve tempo divento una creatura molto più complessa, sempre col nutrimento di mia madre.

Fuori c'è tanta discussione. C'è chi dice che sono un essere vivente solo dopo un certo numero di settimane da quando sono un uovo fecondato, e con questa scusa, mia madre, per legge, può decidere di interrompere la mia crescita. Ma se sto crescendo, se sto vedendo giorno dopo giorno il mio corpo arricchirsi e definirsi sempre di più, come possono pensare che non sono Vita, con la dignità di qualsiasi essere vivente?

Sempre fuori dicono che la madre che mi nutre ha ogni diritto di decidere della mia vita, seppur entro certi limiti disposti per legge, anche, ripeto, per quanto riguarda l'interruzione del processo che aggiunge cellule a cellule, giorno dopo giorno, in un processo di metamorfosi continuo. Ma si può disporre della mia Vita per legge?

Sempre fuori dicono che le problematiche sono molto complesse, e che in molti casi, come nelle gravidanze che sono il risultato di violenze sessuali, la situazione è molto delicata. Capisco, che una violenza sessuale è una tragedia per una donna, E sembra che la soluzione di interrompere la mia crescita, sia spesso la soluzione più ragionevole per il bene di chi mi deve crescere, dentro e fuori. Ma io che colpa ne ho?

Insomma nelle menti di chi concepisce EMBRIO la sua vita è spesso un travaglio, ed addirittura tanti non mi riconoscono come tale fino ad un certo livello di sviluppo. Dicono che sono solo un ammasso di cellule!! Sarò pure un ammasso di cellule ma io Vivo, certo grazie al prezioso nutrimento di mia madre.

Non so se i genitori dei miei fratelli EMBRIO di altri esseri viventi animali, che non vivono a contatto con l'uomo si pongono queste questioni. Forse i fratelli EMBRIO animali non avendo genitori con una mente sviluppata non possono porsi queste domande, almeno che non vivano a contatto con esseri umani che decidono per Loro.

Sono solo EMBRIO una Vita desiderata da molti ma spesso rinnegata. Che vita difficile per "un semplice ammasso di cellule"!!

Da essere che vive al buio, seppur al calduccio, non ho di solito parole da far sentire. Magari in qualche sogno, magari in qualche pazzo che nell'insonnia di una notte cerca di prender le mie difese!!

7 commenti:

Paola ha detto...

Embrio è una cellula, o ammasso di cellule, come qualcuno dice. Le cellule respirano, e il respiro è pulsare, pulsare è vivere. In pochi giorni il cuoricino si forma e batte: il ritmo della vita è in atto!!

Mi permetto di indicare un video molto bello http://essenzadieternita.blogspot.com/2009/07/la-preziosita-della-vita-umana.html

Daniela ha detto...

Quello che dici è una visione slegata dalla realtà. Il concepimento è un incontro di cellule e finché non ci sono processi cerebrali di un certo livello, non c'è pensiero, nè coscienza, nè intelletto. Ciononostante, sono perfettamente d'accordo che la vita va protetta, proprio perché è potenzialmente vita. Ma sono anche contraria a togliere la libertà alla donna di decidere se dare la vita o no, se continuare ad essere "incubatrice" o no. Io credo che la vita in sè è un processo naturale e certo gli animali non si pongono questo problema, come potrebbero? Non è un paragone che puoi fare. Come non puoi dare dei pensieri tuoi a delle cellule che crescono. Si dovrebbe poter mettere le donne in condizione di evitare un concepimento non voluto - con metodi contraccettivi come il preservativo - o dare davvero assistenza materiale a chi non vuole un figlio, ma non se la sente di abortire. Spesso chi è contro l'aborto, nega alla donna anche questo. Molto spesso chi è contro l'aborto non distingue i casi personali dall'ideologia pura che la vita va preservata ad ogni costo. Ma davvero te la sentiresti di costringere una donna, vittima di violenza da parte di un padre, a vivere una maternità profondamente imposta ed odiata? Oppure costringere una donna a rischiare la vita per portare a termine una vita che può ucciderla? Oppure obbligare una donna a far nascere un feto malato e destinato a morire dopo la nascita con grandi sofferenze? Io non condivido l'aborto a livello ideologico, ma credo che dovremmo tutti calarci nella realtà della vita, nelle disgrazie e nelle malattie del singolo ed a farci un autoesame di coscienza. Non dovremmo crederci superiori se diamo voce ad un embrio - come lo chiami tu - ne sentirci poetici se affermiamo che le cellule, nel concepimento, si baciano come si sente nel video segnalato da Paola. Dovremmo invece metterci nei panni di chi vive una situazione del genere, metterci nei panni di una donna che si pone la domanda se abortire o no e cercare di darle una vera risposta, una risposta che sia materialmente in grado di aiutarla. Di questo non ne sento parlare spesso.

Francesco ha detto...

@Daniela
Sarà pure slegata dalla realtà ma io ho dato voce solo a EMBRIO.
Che poi la vita di EMBRIO possa essere in contrasto con la decisione/vita della MADRE di EMBRIO, questo è tutto un altro discorso ed ognuno che può decidere si prenda le sue responsabilità.
Personalmemte non mi piace far diventare la scopata un atto i cui frutti possano essere soppressi con una semplice pillola, come se fosse un raffreddore.
L'idea della scopata USA E GETTA mi sembra ancor più grave dell'aborto in sè che ha un suo travaglio non indifferente per la donna, soprattutto per una gravidanza risultato di una violenza. Ma in quanti casi si abortisce come risultato di una violenza?

Nel concetto di libertà che ho io poi tutto è possibile nei limiti in cui non si lede la libertà altrui. E nei casi di aborto in cui il conflitto di due libertà è inevitabile, è chiaro che chi ha possibilità di decidere si prenda la sua responsabilità morale da non condannare a priori o a posteriori.

Io toglierei gran parte delle leggi, non solo sull'aborto, non ponendo vincoli di alcun tipo se non la propria coscienza.
Se siamo animali viviamo quanto possibile da animali, con il "buon senso" che la nostra coscienza ci permette di avere.

Perchè non potrei dar voce a chi voce non ha?
Ci sono tante entità viventi, umane e non, che hanno bisogno di rappresentanza sulle quali prendiamo decisioni che riguardano la loro vita.
Ho semplicemente dato voce a chi voce non ha, per cui si decide di tutto sul suo destino senza prenderlo nella giusta considerazione.

"Ma davvero te la sentiresti di costringere una donna, vittima di violenza da parte di un padre, a vivere una maternità profondamente imposta ed odiata? Oppure costringere una donna a rischiare la vita per portare a termine una vita che può ucciderla?"

Certamente no in ambedue i casi nel senso che concordo con te. E come dicevo prima neanche in tutti gli altri casi porrei dei limiti per legge.

Che senso ha togliere una vita con tutte le giustificazioni del caso, regolamentandolo con una legge.
Basta dire non è reato. STOP

Su questo ho cambiato idea mentre scrivevo, perchè l'idea di una legge che mi consente di ammazzare una vita seppur nel contesto in cui non si commette un reato, mi sembrava una contraddizione.

Se si decide che EMBRIO non può vivere e che l'aborto non è un reato, a che serve la legge? A regolamentare...cosa?
Col buon senso si regolamenta tutto partendo dai presupposti che mi permettono di fare ciò che EMBRIO sicuramente non gradisce.

Daniela ha detto...

Certo. Tu dai voce ad EMBRIO, perché lo senti incapace di farsi ascoltare. Io penso invece che una donna la sente benissimo, quella voce. E' la società che non la sente e si trincera dietro le leggi per azzerare la propria coda di paglia. Se rimani incinta - con scopata usa e getta - te ne assumi le responsabilità, uomo e donna bada, e su questo mi troverai sempre d'accordo. Io parlo di altri casi, altre storie, che non voglio giudicare perché non mi sento in grado di farlo. E sono profondamente convinta che chi va incontro ad un aborto appartiene a quella categoria di donne che non ha scelta, non perchè ha scopato senza "guanto". E dico solo - non so come la pensi tu - che è di moda dar voce ad EMBRIO e non ascoltare chi ha dovuto fare quella scelta. La libertà è anche giudicare dopo avere in mano ogni lato, ogni sfacettatura del singolo caso o forse, libertà è anche non giudicare con i propri occhi, ma guardare oltre. L'ideologia può avere spessi occhiali scuri che non ti permettono di vedere distintamente dove c'è buio.

Francesco ha detto...

Lo ripeto
Io ho dato voce a EMBRIO. Giusto o sbagliato l'ho fatto secondo la mia coscienza.
Poi cancelliamo queste leggi ipocrite e che ognuno si assuma le prprie responsabilità secondo coscienza, al di là che io sia favorevole o meno.
C'è la pillola abortiva, usiamola pure, ma nessuno cambia la mia opinione personale che questo sia una merceficazione di un atto di amore/piacere che si sa che può avere un suo seguito con una vita nascente.

Le mie essendo opinioni personali e non ideologie collettive le plasmo secondo il mio sentire.
Certamente per la mia posizione sulla Vita di oggi difficilmente diventerò favorevole all'aborto, pur non ponendo alcun vincolo, e volendo togliere tutti i vincoli esistenti a chi la pensa diversamente. Dato che non è reato perchè porre limiti senza senso.

Io sono per l'abbattimento di ogni tipo di barriera, anche le barriere fra stati, il tutto in un contesto un cui si preservi la ricchezza della diversità, ma non ponendo barriere.

Daniela ha detto...

Ed io sono d'accordo con te, davvero, al 100%! Credimi, dico solo che c'è troppo ipocrisia e troppa ignoranza attorno al concetto di libertà, in questa società così come è strutturata. La mia non voleva essere una polemica. Forse hai letto i miei commenti come una critica "facilona" ma non voleva davvero esserlo. Scusami.

Francesco ha detto...

Cara Daniela, NO
non mi sono posto il problema del tuo esprimere una critica.
E' stato un modo di confrontare i rispettivi punti di vista che in gran parte concordano, ma anche se non lo fossero non ho alcun problema quando la critica non diventa un insulto personale, come a volte accade se ci si espone sul web e non solo.
Quando mi insultano mi incazzo ma raramente reagisco, se non con ironia, magari subdola! Son così oggi, domani chissà...

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