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venerdì, novembre 26, 2010

Il bicarbonato non è un antiacido!!!!???


L'articolo di Repubblica.it si riferisce a studi sull'uso di antiacidi al posto dei chemoterapici. In una versione successiva è stato tolto il bicarbonato, un antiacido per eccellenza.
Ci sono polemiche in corso, di Striscia la Notizia ad es., con il Dott. Simoncini che usa il bicarbonato (il comune bicarbonato di sodio che costa nulla) per curare il cancro da anni.
E' ben chiaro quali possano essere gli interessi in gioco. Che ognuno si faccia la propria opinione. 

venerdì, gennaio 02, 2009

Ulteriori evidenze che le vitamine non riducono il rischio di cancro

Da questo studio di cui trovate un reportage qui (in Inglese) le vitamine C ed E e il beta-carotene e loro combinazioni non incidono sul rischio di cancro.
Questo è in accordo con l'epigenetica di Bruce Lipton (v. post precedente) e altre visioni sulla stessa linea. A meno che non ci si sottoponga a radiazioni ionizzanti intense, le mutazioni del DNA non sarebbero sufficienti a sviluppare un cancro.
Secondo l'epigenetica, in ogni caso, l'espressione del DNA si verifica in seguito a segnali provenienti dall'ambiente intra ed extra cellulare. Il DNA non decide da solo di replicarsi!

Io trovo molto convincente la spiegazione di THORWALD DETHLEFSEN E RUDIGER DAHLKE di cui riporto un breve estratto significativo  dal libro "Malattie e Destino" come riportato da Nexus, 

Il cancro è espressione del nostro tempo e delle nostre concezioni collettive del mondo. Noi sperimentiamo in noi sotto forma di cancro ciò che noi stessi viviamo. La nostra epoca è caratterizzata da irriguardosa espansione e realizzazione dei propri interessi. Nella vita politica, economica, religiosa e privata la gente cerca di dilatare oltre ogni limite i propri fini e i propri interessi senza riguardo per nessuno, cerca di creare ovunque basi per i propri tornaconti e vuol far valere soltanto le proprie idee e l proprie mete, mettendo tutti al servizio del proprio personale vantaggio.

Tutti noi ragioniamo come le cellule cancerogene. La nostra crescita è così veloce che non riusciamo quasi a rifornirci di materia prima come nutrimento. I nostri sistemi di comunicazione raggiungono ogni angolo del mondo, però la comunicazione col nostro vicino o col nostro compagno di vita è ancora assai carente. L’uomo ha tempo libero, ma non sa come utilizzarlo. Produciamo e distruggiamo prodotti alimentari per poter manipolare i prezzi. Possiamo viaggiare comodamente per tutto il mondo, ma non conosciamo noi stessi. La filosofia del nostro tempo non conosce altra meta che la crescita ed il progresso.
Ho letto parecchi libri di Dahlke, che trovate nel mio Anobii,  e lo trovo estremamente convincente per la parte psicosomatica sull'origine delle malattie. Quando lessi qualche anno fa la parte sul cancro (la parte integrale si trova al link di sopra) rimasi sconvolto. Però nel tempo la mia visione della medicina mi ha portato in quella direzione. 
Non ho certezze, ma trovo alcune cose più convincenti di altre!


mercoledì, novembre 26, 2008

Usa, dietrofront del cancro prima volta in 80 anni

LA DIMINUZIONE dell'incidenza dei tumori negli Stati Uniti, legata al minor numero di casi di tumore al polmone, segna il successo dell'impegno e della serietà con cui gli americani hanno affrontato la lotta al fumo, agendo sulla consapevolezza individuale e il consenso sociale. Dovrebbe essere quindi un riferimento per tutto il mondo.

Il tumore del polmone ha avuto negli anni '50 una forte diffusione perché la sigaretta era una forma di fuga dallo stress post-bellico e il principale rito in cui si riconoscevano gli ex soldati. Negli anni '80 il governo acquista la consapevolezza che questa abitudine è causa di sofferenza e morte anche per le nuove generazioni e avvia una campagna informativa-educativa senza precedenti, sfociata nelle grandi cause legali contro i giganti produttori di fumo.

Oggi negli Stati Uniti fumare è un comportamento mal sopportato socialmente. Il risultato di questa enorme azione culturale è: meno casi e meno morti di cancro al polmone, meno sofferenza e meno costi sanitari e sociali.

Lo stesso risultato è stato in parte ottenuto anche in Europa, grazie soprattutto alla legislazione di paesi "illuminati" come il nostro. L'Italia è stata tra i primi in Europa ad adottare la legge che proibisce il fumo nei luoghi pubblici, a seguito della mia proposta del 2000, quando ero ministro della Sanità. E' un esempio di normativa che ha inciso profondamente nella cultura del paese perché ha avuto risultati quantitativi (sono diminuiti i pacchetti di sigarette vendute) e anche psico-sociali perché oggi il fumatore si sente a disagio.

cont su Repubblica.it



La butto qui come una provocazione: e se il calo fosse legato semplicemente alla crisi in atto che negli USA si è fatta sentire già da oltre un anno? In periodi di crisi, non siamo forse più attenti a ciò che spendiamo e magari anche a ciò che mangiamo evitando gli eccessi! E' ben noto che nei paesi più poveri l'incidenza del cancro, come di altre malattie da "civilizzazione", sia molto meno accentuata che nell'occidente ricco. Ogni crisi, personale o sociale, ha i suoi effetti collaterali positivi. Forse questo è un esempio.

mercoledì, dicembre 12, 2007

Cancro = Amore Frainteso?

Il cancro è il sintomo dell’amore frainteso. Il cancro ha rispetto soltanto del VERO amore. Simbolo del vero amore è il CUORE: e il cuore è l’unico organo che non può essere aggredito dal cancro!

Tratto dal libro "Malattia e destino: il valore e il messaggio della malattia"
dei Dott. T.Dethlefsen e R.Dahlke (Edizioni Mediterranee)

Stavo leggendo un brano da cui ho estratto il pezzo di sopra nel sito http://www.omeonet.info/articoli/maivisto.htm
Mi sono reso che mi era familiare. Avevo letto il libro citato qualche anno fa. Condivido pienamente la visione dei due psicoterapeuti tedeschi anche se la mia è una condivisione di CUORE. Mi piace molto la visione delle malattia descritta nel libro citato

In realtà il cuore può essere colpito da tumore anche se l'incidenza è bassissima, 5 casi su un milione, e, in questi pochi casi, 8 volte su dieci è una forma neoplastica benigna

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