
Nei giorni scorsi, per il Ponte di S. Ambrogio, sono stato ai Musei Vaticani che non avevo mai visto.
Col materiale che c'è dentro in alcune nazioni europee farebbero una decina di musei di grande rilievo.
C'è tanta ricchezza dentro che è difficile veder tutto e infatti non abbiamo visto tutto.
Malgrado l'immensità di ciò che è questo museo, in parte trascurato, in parte chiuso senza apparente motivo, l'attenzione del visitatore poco informato, come il sottoscritto, ruota inevitabilmente attorno alla Cappella Sistina e il percorso della parte di museo ove essa si trova è tutto progettato in base a questa grandiosità dell'ingegno umano.
Per farla breve, man mano che si procede nei meandri del Museo si tende a trascurare sempre più quello che si attraversa con l'idea di trovarsi appena dietro l'angolo, dentro l'opera d'arte di Michelangelo.
Si passa nelle stanze di Raffaello come se fossero cose normali che incontriamo in qualsiasi museo del mondo.
Arrivato nella Cappella Sistina, stanco, saturo per tutto quanto che avevo visto, rimango profondamente deluso, non tanto per le meraviglie fatte Michelangelo, quanto per il contesto in cui mi sono ritrovato dentro.
Nella sua grandiosità mi aspettavo che la stanza fosse più grande, più luminosa, col soffitto rettangolare e non a "cappella" e soprattutto c'era una cancellata a tre quarti della sala, che dappertutto poteva essere tranne che là.
Il punto in cui si entrava era più alto del resto della sala, appena sotto il Giudizio Universale, e i custodi del museo ci cacciavano giù da questo spazio, in modo che la gente potesse passare ma anche per lasciare spazio a loro, nella loro arena, da cui potevano gridare dall'alto alla folla in basso "no foto, no picture, no video, silenzio, silence" come se nella "gabbia" sottostante ci fossero delle belve umane!
L'impatto con tutto ciò e la stanchezza mi hanno fatto perdere il gusto per ciò per la quale avevo grande aspettativa, e uscirne è stata una grande liberazione, che mista a delusione, mi ha spinto fuori dal museo piuttosto che a proseguire verso la Pinacoteca o altri musei minori.
Ci tornerò per vedere ciò che non ho visto e per riabilitare la mia percezione della Cappella Sistina, possibilmente non in giornate in cui vedere un museo del genere non è il massimo per godersi tutto ciò che offre.