domenica, dicembre 21, 2008

Sui miei commenti ai post altrui sugli altrui blog!

Ultimamente mi è capitato di fare alcuni commenti elaborati su vari blog su argomenti di cui non condividevo la posizione degli autori del post. La cosa che è emersa più volte durante la scrittura di questi commenti è l'impossibilità di esprimere realmente cosa si pensa, in quanto costretti dalle circostanze a tralasciare alcuni aspetti rilevanti per la comprensione di ciò che si intende dire. Mi chiedo quindi quale sia il senso di questa dialettica che alla fine si rivela sterile. Parole su parole senza che si riesca veramente a trasmettere il senso!
Credo che i blog siano un ottimo mezzo per trasmettere delle opinioni basate sui fatti. Quando sui fatti si vuole speculare per convincere qualcuno, come sto facendo io adesso, seppur nel mio spazio, allora si inizia a produrre spazzatura mentale.
Credo che a differenza dell'"apprendimento" passivo sotto "anestesia" che si ha davanti ad un televisore, il web possa permmettere un apprendimento attivo basato su un processo osmotico di informazioni mediate dalle membrana di ciò che ognuno di noi è. Quindi a volte è opportuno evitare di contribuire a inquinare lo spazio altrui con mezze verità, perchè in realtà si tratta di pezzi della propria verità che si vuole trasferire tramite un mezzo improprio che è il commento a verità altrui.
Credo che se si vuole dire la propria, possa essere più appropriato citare la fonte della notizia e scrivere un post sul proprio blog.

So che è un post un pò strambo, come spesso mi accade. Ma volevo trovare il modo di condividere il mio pensiero, frutt0 di sensazioni provate nel mio esternare su lidi diversi per dire il mio frammento di verità, senza una base di identità per chi non sa come la penso su alcune questioni. Come è successo su Anobii, credo che scomparirò dal commentare post altrui se non con frasi di circostanza. Se riterrò esprimere una mia opinione dedicherò direttamente un post da queste parti.

Capire la dinamica del proprio pensiero è un sottile gioco di regolazioni, di sensazioni, al fine di trovarsi per poi disfarsi, e ricominciare il gioco.

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