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lunedì, febbraio 01, 2010

Sulla Politica

In politica c'è poco da inventare e molto da copiare.

Spesso le soluzioni dei problemi che sembrano legati ad un contesto specifico sono stati trovate con successo altrove. Basta guardare cosa fanno gli altri, anche all'estero.

Cos'è per me la politica? L'arte di dare risposte alle esigenze della collettività, che possono essere anche problemi di un singolo ma sempre nell'interesse generale.

E', ad es., di interesse generale dare risposte alle problematiche legate alla gestione dei rifiuti, nei contesti più evoluti affrontate tramite una massiccia raccolta differenziata, ed è altresì di interesse generale risolvere le problematiche di un singolo cittadino, che ad es. ha degli handicap che gli impediscono di muoversi liberamente.

Il problema collettivo come quello di un singolo riguarda ognuno di noi.


sabato, luglio 11, 2009

Nella scelta Essere riconosciuti conta più di Essere.

Sto leggendo un bel libro
More about Decisioni intuitive. Quando si sceglie senza pensarci troppo
che tra le altre cose tratta del come effettuiamo delle scelte, ad es. di un prodotto da comprare o di un politico da votare.
Ebbene l'aspetto che conta generalmente di più è la riconoscibilità del prodotto (o politico) più che la rispettiva qualità (o programma politico).
Per questo aziende tipo Benetton puntano molto su pubblicità generiche, magari con immagini shock, che nella coscienza collettiva imprimono più il nome della azienda che i prodotti che si vendono.

In politica il discorso per le masse è analogo: conta più che il politico sia riconoscibile che il suo programma. Non è un caso che la macchina elettorale di Berlusconi si sia mossa sempre in tal senso, mettendo spesso se stesso in primo piano.

Il riconoscimento conta tanto più quanto meno si conosce ciò che si va a scegliere rispetto alle alternative.

Queste considerazioni la dicono lunga sull'effetto che negli ultimi 15 anni ha avuto lo squilibrio del potere mediatico nella decisione di chi ci deve governare.

Quanto siamo stati liberi di scegliere?

mercoledì, giugno 10, 2009

Politica e società civile

Se dovessi semplicemente seguire il desiderio del mio cuore direi che, in Italia, e non solo, non c'è nessun partito che abbia una realistica possibilità di poter incidere sul nostro presente e futuro prossimo, che rappresenti le mie aspirazione, per una società, estesa a tutto il mondo, in cui il benessere, nel rispetto dell'astronave Terra, sia un diritto per tutti e non limitato a pochi, rimanendo una illusione per tanti.
Poichè necessariamente bisogna partire dalla realtà, per arrivare a ciò che oggi appare una utopia per molti, come una società della decrescita, l'unica via che può permettere una dignitosa qualità della vita in un contesto globale di risorse limitate, personalmente cerco di ancorarmi a qualcosa che rappresenti delle potenzialità per un serio progetto a medio-lungo termine, in cui siano rispecchiati molti miei valori. Questo progetto in Italia si chiama Partito Democratico. Al momento c'è tanto da fare, soprattutto a livello di gruppo dirigente, nazionale e locale, ma come dimostra l'esempio di Debora Serracchiani si sta lavorando nel senso giusto, purchè si vada avanti così.
D'altra parte ogni realtà politica rappresenta la società che la sostiene, e se questa agisce su basi puramente individualiste, c'è ben poco da sperare nella politica che ci rappresenta, seppur con tutte le distinzioni del caso, senza fare qualunquisticamente di tutta l'erba un fascio.
La politica siamo noi, ad ogni livello. Elettori ed eletti siamo il TUTTO.
Gli eletti rappresentano le speranze degli elettori e se queste, nella coscienza collettiva, e qualunque sia il nobile o meno nobile intento che li ispira, ci ritroveremo, sempre e comunque, la politica che ci meritiamo.
Se dalla politica ci aspettiamo il favore per avere un vantaggio sui nostri pari, la politica che ci rappresenterà rispecchierà queste aspettative, almeno nelle promesse elettorali.
Se alla politica chiediamo rispetto della dignità di ognuno di noi, al di là del sesso, della religione e della razza, la politica inevitabilmente tenderà ad essere costituita da persone che rispetteranno la dignità di ognuno.
E' un gioco di specchi che trasmettono e riflettono dei messaggi dove non c'è reale distinzione tra elettore ed eletto.
Non è un caso che le nazioni civilmente più rispettose dei diritti individuali e collettivi siano quelle nazioni che hanno una classe politica più onesta.

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