Credo che siano più i danni fatti col maltrattamento della febbre che dalla febbre in sè, che è una forza guaritrice per eccellenza, che la natura ci ha messo a disposizione..... non casualmente!!
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domenica, gennaio 30, 2011
mercoledì, agosto 11, 2010
Se qualcosa si manifesta....
Se qualcosa si manifesta naturalmente, come credo siano tutti i fenomeni che avvengono nell'universo, quelli che ci coinvolgono come esseri umani compresi, poichè la natura non contempla il bene e il male, noi, esseri coscienti o incoscienti, dipende dai punti di vista, come prima cosa dobbiamo accettare quel che accade.
In seconda battuta possiamo PENSARE a tutto il resto..anche ad eventuali azioni che, naturalmente, col nostro intervento consapevole, cambino il corso degli eventi, quando questo è possibile....!
lunedì, marzo 29, 2010
domenica, febbraio 07, 2010
mercoledì, luglio 15, 2009
giovedì, aprile 30, 2009
CHIMICA
I passi avanti sono tanti nel senso espresso nel video. Ovviamente è un video di parte e non si prendono in esame tanti aspetti critici, che più che alla chimica in se, sono legati all'uso che si fa della chimica. Un contributo cruciale, per la salute dell'ambiente, che potrà dare la chimica nel prossimo futuro è il design dei materiali in modo che ogni oggetto che si produce sia il più possibile riciclabile. Tutto è in realtà chimica, non solo quello che viene modificato chimicamente per mano dell'uomo. Noi siamo chimica! E come ho scritto in un post precedente se usciamo dalla visione antropologica della vita tutto è chimica e tutto è naturale. Questo non significa deresponsabilizzarci anzi esattamente il contrario. La chimica deve agire il più possibile per non alterare gli equlibri naturali e solo la chimica può risolvere i problemi che sono stati creati anche dall'ignoranza oltre che dall'avidità umana. Ma se non si cambia ottica globale, andando verso una società della Decrescita, la chimica, con tutto il buon senso che si potrà perseguire, potrà fare ben poco. Decrescere significherà anche meno chimica, in termini di fatturato procapite dell'industria chimica almeno per la chimica della grande industria, e magari maggiore fatturato per ad es. per la chimica dei nuovi materiali ad alto valore aggiunto per le loro caratteristiche innovative oltre che per la difficoltà di ottenerli. Decrescita significherà anche evitare la produzione di nuove sostanze che vengono immesse sul mercato senza alcun senso, ad es. molecole con effetto farmacologico inutili se non a fini brevettuali e di puro profitto, coloranti di sintesi impiegati per dare colore a ciò che naturalmente non lo è, etc. Credo che questo processo di ridimensionamento nel senso della quantità sarà inevitabile, se non vorremo trovarci nei pasticci nei prossimi decenni. La crisi sta creando di per se un ridimensionamento ma è più forzato che voluto.
Senza industria chimica la nostra vita sarebbe completamente diversa e molto più dura rispetto agli standard che conosciamo oggi. Ma è responsabilità anche della chimica fare in modo che nel futuro possano essere mantenuti standard dignitosi di benessere per tutti, anche per chi adesso vive in condizioni di sottosviluppo. Questo senza gravare sempre più sulla vita di Gaia, la Terra Vivente, che non ha risorse infinite e infinite capacità di reagire alle variazioni di alcuni parametri vitali strettamente legati alla attività dell'uomo, ad es. la quantità di anidride carbonica sempre più elevata nell'atmosfera, ritenuto il responsabile principale dell'effetto serra, senza creare situazioni che possano mettere in pericolo la vità dell'uomo stesso sulla Terra.
Senza industria chimica la nostra vita sarebbe completamente diversa e molto più dura rispetto agli standard che conosciamo oggi. Ma è responsabilità anche della chimica fare in modo che nel futuro possano essere mantenuti standard dignitosi di benessere per tutti, anche per chi adesso vive in condizioni di sottosviluppo. Questo senza gravare sempre più sulla vita di Gaia, la Terra Vivente, che non ha risorse infinite e infinite capacità di reagire alle variazioni di alcuni parametri vitali strettamente legati alla attività dell'uomo, ad es. la quantità di anidride carbonica sempre più elevata nell'atmosfera, ritenuto il responsabile principale dell'effetto serra, senza creare situazioni che possano mettere in pericolo la vità dell'uomo stesso sulla Terra.
sabato, aprile 04, 2009
SULLA SCIENZA
1. La scienza é attività dell’uomo per l’uomo, e l’uomo é unità fisica e mentale. Il suo benessere riguarda la persona umana presa nella complessità delle sue interazioni con gli altri uomini, con l’ambiente della terra, e con l’universo.
“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza” (Dante Alighieri).
2. La linea di confine tra naturale e sovrannaturale, tra fisico e ultrafisico, é pura convenzione accademica. Il vero confine della scienza riguarda il non conosciuto. Tutto quello che esiste é naturale.
“Ci sono piu’ cose in cielo e in terra che non spieghi la tua filosofia” (Shakespeare).
3. La scienza deve riconoscere l’esistenza di fenomeni non sperimentabili e non ripetibili, ed aprirsi ad una visione onnicomprensiva dei misteri del mondo e dello stupore che essi generano. “Liberiamoci dall’intellettualismo della scienza per ritrovare la nostra propria natura e quindi la natura in generale” (Max Weber).
4. La scienza non può essere ridotta a tecnologia, per quanto sofisticata. Essa aspira a generare una visione del mondo che riguardi tutto l’esistente. La conoscenza scientifica sorge dall’ispirazione e dall’intuizione oltre che dal metodo, così come gli altri conseguimenti della cultura dell’uomo. “L’aspirazione verso la verità e la comprensione… sorge dalla sfera della spiritualità” (Albert Einstein).
5. La scienza deve essere eticamente impegnata verso la natura e verso la persona umana nella sua inscindibile interezza. Questo le dà uno scopo sostanzialmente diverso da quello ottenibile con il mero uso degli strumenti tecnologici. I valori che hanno fondato la scienza derivano dal mondo morale: attrazione per il mistero, onestà, rispetto per la verità, coerenza, comprensibilità. La scienza si ricollega a questi valori.
6. In campo medico, la scienza deve mettersi al servizio della persona malata e della sua interiorità, e rifiutare l’idea che l’unica via alla guarigione passi attraverso impersonali diagnosi e terapie fisiche o chimiche, o peggio invasive o meramente sintomatiche. Medico e malato devono sentirsi liberi di ricorrere anche a trattamenti non compresi entro i confini della medicina ufficiale.
7. La scienza deve disconoscere successo e potere, comunque ottenuti, come criteri di valore (un’eredità del darwinismo sociale) e rifiutare una visione competitivo-militare della ricerca. “L’oggetto della ricerca non sarà soltanto stabilito dal sentimento di potenza che viene dalla dominazione, ma sarà piuttosto ispirato dal senso di meraviglia e di rispetto che circonda tutto quanto è misterioso” (Adolf Portmann).
8. Di fronte a una scienza che punta i suoi missili verso l’impossibile (terapia genica, guerre spaziali, realtà virtuale…), deve sorgere un’altra scienza che aspiri ad affacciarsi a un mondo abitabile per l’uomo.
“Ciò che è necessario è ripristinare la categoria del sacro, la categoria più completamente distrutta dall’establishment scientifico” (Hans Jonas).
9. La scienza deve ritrovare il suo ambito, i suoi limiti e le sue ispirazioni originarie. La tecnologia deve ritornare ad essere una moderata e garbata imitazione-celebrazione della natura.
10. La ricerca scientifica non può essere sottomessa al potere politico/economico che tende a privilegiarne l’aspetto applicativo. La ricerca di base deve riprendere il ruolo primario che le spetta, libera da condizionamenti imposti dall’ente finanziatore, ma valutata esclusivamente per la sua qualità.
Fonte
“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza” (Dante Alighieri).
2. La linea di confine tra naturale e sovrannaturale, tra fisico e ultrafisico, é pura convenzione accademica. Il vero confine della scienza riguarda il non conosciuto. Tutto quello che esiste é naturale.
“Ci sono piu’ cose in cielo e in terra che non spieghi la tua filosofia” (Shakespeare).
3. La scienza deve riconoscere l’esistenza di fenomeni non sperimentabili e non ripetibili, ed aprirsi ad una visione onnicomprensiva dei misteri del mondo e dello stupore che essi generano. “Liberiamoci dall’intellettualismo della scienza per ritrovare la nostra propria natura e quindi la natura in generale” (Max Weber).
4. La scienza non può essere ridotta a tecnologia, per quanto sofisticata. Essa aspira a generare una visione del mondo che riguardi tutto l’esistente. La conoscenza scientifica sorge dall’ispirazione e dall’intuizione oltre che dal metodo, così come gli altri conseguimenti della cultura dell’uomo. “L’aspirazione verso la verità e la comprensione… sorge dalla sfera della spiritualità” (Albert Einstein).
5. La scienza deve essere eticamente impegnata verso la natura e verso la persona umana nella sua inscindibile interezza. Questo le dà uno scopo sostanzialmente diverso da quello ottenibile con il mero uso degli strumenti tecnologici. I valori che hanno fondato la scienza derivano dal mondo morale: attrazione per il mistero, onestà, rispetto per la verità, coerenza, comprensibilità. La scienza si ricollega a questi valori.
6. In campo medico, la scienza deve mettersi al servizio della persona malata e della sua interiorità, e rifiutare l’idea che l’unica via alla guarigione passi attraverso impersonali diagnosi e terapie fisiche o chimiche, o peggio invasive o meramente sintomatiche. Medico e malato devono sentirsi liberi di ricorrere anche a trattamenti non compresi entro i confini della medicina ufficiale.
7. La scienza deve disconoscere successo e potere, comunque ottenuti, come criteri di valore (un’eredità del darwinismo sociale) e rifiutare una visione competitivo-militare della ricerca. “L’oggetto della ricerca non sarà soltanto stabilito dal sentimento di potenza che viene dalla dominazione, ma sarà piuttosto ispirato dal senso di meraviglia e di rispetto che circonda tutto quanto è misterioso” (Adolf Portmann).
8. Di fronte a una scienza che punta i suoi missili verso l’impossibile (terapia genica, guerre spaziali, realtà virtuale…), deve sorgere un’altra scienza che aspiri ad affacciarsi a un mondo abitabile per l’uomo.
“Ciò che è necessario è ripristinare la categoria del sacro, la categoria più completamente distrutta dall’establishment scientifico” (Hans Jonas).
9. La scienza deve ritrovare il suo ambito, i suoi limiti e le sue ispirazioni originarie. La tecnologia deve ritornare ad essere una moderata e garbata imitazione-celebrazione della natura.
10. La ricerca scientifica non può essere sottomessa al potere politico/economico che tende a privilegiarne l’aspetto applicativo. La ricerca di base deve riprendere il ruolo primario che le spetta, libera da condizionamenti imposti dall’ente finanziatore, ma valutata esclusivamente per la sua qualità.
Fonte
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