lunedì, marzo 17, 2008

Il Tibet, gli Usa e il Vaticano

Ieri il papa ha condannato le guerre nel mondo ma non ha parlato del Tibet. Il Vaticano ha in corso un negoziato per riallacciare i rapporti diplomatici con Pechino; esita a prendere una posizione sul Tibet che potrebbe compromettere questo storico obiettivo.
In fatto di cautela è una bella gara. Nelle stesse ore in cui stava nascendo la protesta a Lhasa, Washington annunciava di aver tolto la Repubblica popolare dalla lista nera dei dieci paesi accusati dei peggiori abusi contro i diritti umani. Un infortunio, una coincidenza infausta ma tutt'altro che sorprendente.


dall'articolo di F. Rampini di Repubblica

Traggo una semplice conclusione sul comportamento dell'occidente
Siamo COMPLICI della repressione cinese!

6 commenti:

stellina ha detto...

a volte mi perdo nelle violenze del mondo...perchè credo che di fronte alla paura l'uomo reagisca solo con altra paura....se mi chiedi se son di destra o sinistra...non so rispondere...con o contro il papa?...che ne so...non ci sono uomini più o meno giusti...solo uomini con paura

Francesco ha detto...

Allora la paura governa il mondo?
Io vedo uomini con interessi che passano sulla vita altrui pur di difendere i propri interessi.

stellina ha detto...

il raggiungimento di un interesse con ogni mezzo a ns disposizione(lecito o meno)non credi possa servire per colmare un vuoto? quindi una paura

Francesco ha detto...

Ma la Cina credo che stia approfittando della sua posizione di forza per permettersi di fare quello che fa in Tibet. C'è sempre una paura in gioco ma credo che sia più quella dei partner commerciali della Cina che della Cina stessa. Molto significativo è questo post di Rampini

http://rampini.blogautore.repubblica.it/2008/03/17/tibet-lamerica-ha-ben-altre-preoccupazioni/

me, ha detto...

sì, siano complici e conniventi. continuo a urlarmelo.
sono d'accordo con te e lo sento nel profondo. anche dentro di me.
questo mi fa stare ancora più male.

anche Rampini mi fa star male.
surfista del benessere.

Paola ha detto...

E' il potere, anzi, è il voler raggiungere il potere assoluto che comanda le azioni degli uomini.

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