lunedì, gennaio 26, 2009

Lucca, stop ai ristoranti etnici

LUCCA - Lucca dice basta ai ristoranti etnici. Il nuovo regolamento comunale per bar locali e ristoranti, licenziato in consiglio comunale giovedì scorso, infatti prevede che, nel centro storico del capoluogo toscano - guidato da una giunta di centrodestra - "al fine di salvaguardare la tradizione culinaria e la tipicità architettonica, strutturale, culturale, storica e di arredo non è ammessa l'attivazione di esercizi di somministrazione, la cui attività svolta sia riconducibile ad etnie diverse". E la norma vale anche in caso di subentro. 

cont. su Repubblica.it


Qui siamo alla follia pura. Altro che integrazione!
per conservare la tradizione del c.....!
Ma per tradizione i lucchesi non facevano 
i lavori che adesso fanno gli estracomunitari?
La tradizione si conserva a convenienza.
Esempio di civiltà! 


venerdì, gennaio 23, 2009

Obelisco

Diabete: colpa di un batterio trasmesso col latte!

All'origine della gran parte dei casi di diabete-1 ci sarebbe il Map (Mycobacterium avium paratuberculosis), un batterio 'parente' dei micobatteri della lebbra e della Tbc, cui gia' si attribuisce la responsabilita' dei casi di malattia di Crohn e di sindrome dell'intestino irritabile.
.......
La ricerca dell'Universita' di Sassari, attribuendo la stessa origine al Crohn e al diabete, apre dunque alla speranza che anche per sconfiggere il diabete possa essere sufficiente un antibiotico.

Uno studio che non mi convince per niente!  


lunedì, gennaio 19, 2009

La società della decrescita


La “società della decrescita” presuppone, come primo passo, la drastica diminuzione degli effetti negativi della crescita e, come secondo passo, l’attivazione dei circoli virtuosi legati alla decrescita: ridurre il saccheggio della biosfera non può che condurci ad un miglior modo di vivere. Questo processo comporta otto obiettivi interdipendenti, le 8 R: rivalutare, ricontestualizzare, ristrutturare, rilocalizzare, ridistribuire, ridurre, riutilizzare, riciclare. Tutte insieme possono portare, nel tempo, ad una decrescita serena, conviviale e pacifica.

Rivalutare. Rivedere i valori in cui crediamo e in base ai quali organizziamo la nostra vita, cambiando quelli che devono esser cambiati. L’altruismo dovrà prevalere sull’egoismo, la cooperazione sulla concorrenza, il piacere del tempo libero sull’ossessione del lavoro, la cura della vita sociale sul consumo illimitato, il locale sul globale, il bello sull’efficiente, il ragionevole sul razionale. Questa rivalutazione deve poter superare l’immaginario in cui viviamo, i cui valori sono sistemici, sono cioè suscitati e stimolati dal sistema, che a loro volta contribuiscono a rafforzare.

Ricontestualizzare Modificare il contesto concettuale ed emozionale di una situazione, o il punto di vista secondo cui essa è vissuta, così da mutarne completamente il senso. Questo cambiamento si impone, ad esempio, per i concetti di ricchezza e di povertà e ancor più urgentemente per scarsità e abbondanza, la “diabolica coppia” fondatrice dell’immaginario economico. L’economia attuale, infatti, trasforma l’abbondanza naturale in scarsità, creando artificialmente mancanza e bisogno, attraverso l’appropriazione della natura e la sua mercificazione.

Ristrutturare. Adattare in funzione del cambiamento dei valori le strutture economico-produttive, i modelli di consumo, i rapporti sociali, gli stili di vita, così da orientarli verso una società di decrescita. Quanto più questa ristrutturazione sarà radicale, tanto più il carattere sistemico dei valori dominanti verrà sradicato.

Rilocalizzare. Consumare essenzialmente prodotti locali, prodotti da aziende sostenute dall’economia locale. Di conseguenza, ogni decisione di natura economica va presa su scala locale, per bisogni locali. Inoltre, se le idee devono ignorare le frontiere, i movimenti di merci e capitali devono invece essere ridotti al minimo, evitando i costi legati ai trasporti (infrastrutture, ma anche inquinamento, effetto serra e cambiamento climatico).

Ridistribuire. Garantire a tutti gli abitanti del pianeta l’accesso alle risorse naturali e ad un’equa distribuzione della ricchezza, assicurando un lavoro soddisfacente e condizioni di vita dignitose per tutti. Predare meno piuttosto che “dare di più”.

Ridurre Sia l’impatto sulla biosfera dei nostri modi di produrre e consumare che gli orari di lavoro. Il consumo di risorse va ridotto sino a tornare ad un’impronta ecologica pari ad un pianeta. La potenza energetica necessaria ad un tenore di vita decoroso (riscaldamento, igiene personale, illuminazione, trasporti, produzione dei beni materiali fondamentali) equivale circa a quella richiesta da un piccolo radiatore acceso di continuo (1 kw). Oggi il Nord America consuma dodici volte tanto, l’Europa occidentale cinque, mentre un terzo dell’umanità resta ben sotto questa soglia. Questo consumo eccessivo va ridotto per assicurare a tutti condizioni di vita eque e dignitose.

Riutilizzare. Riparare le apparecchiature e i beni d’uso anziché gettarli in una discarica, superando così l’ossessione, funzionale alla società dei consumi, dell’obsolescenza degli oggetti e la continua “tensione al nuovo”.

Riciclare. Recuperare tutti gli scarti non decomponibili derivanti dalle nostre attività.

di Serge Latouche
(da una proposta di Osvaldo Pieroni
al Forum delle ONG di Rio)

domenica, gennaio 18, 2009

CON-FONDITI CON GLI ALTRI


Dopo una serie di mail oggi qualcuno che mi legge mi ha scritto

"CON-FONDITI CON GLI ALTRI E DIMENTICA TE STESSO"


Io sono CON-FUSO!

Ma scrivo questo post per ringraziare di cuore chi mi ha scritto quella frase con l'istinto che la caratterezza e quindi di valore ancora più profondo

GRAZIE


martedì, gennaio 13, 2009

venerdì, gennaio 09, 2009

Il SONNO

Immagine di Il sonno

Sto leggendo questo ennesimo bel libro di Rudiger Dahlke. Posso dire che concilia il sonno ...con buone ragioni
!

Sul senso di scrivere un blog

Dopo poco più di un anno in cui mi sono impegnato a postare qualcosa con una certa assiduità su questo blog, mi chiedo quale sia il senso di avere un blog se non si ha niente di originale da dire. E mi rendo conto che questo è un problema comune a molti, anche chi ha largo seguito. Gran parte del materiale dei blog è roba presa da altre fonti, spesso altri blog.
L'originalità ad un post si può dare nel commentare la notizia che si propone, ma come ho scritto in qualche post precedente, il commentare è spesso un proliferare di chiacchiere sterili anche quando si tratta di un proprio post. Anche per questo mi sono inventato la mia Arte Stramba che è un modo per utilizzare la mia tavoletta grafica e fare lavorare l'inconscio a "caso"! Ho appena ordinato un libro sui disegni dell'inconscio. Intanto quando sono ispirato schizzeggio, non avendo alcun talento nel disegno di alcun tipo! Però lo schizzeggiare me lo permetto e come i picciriddi mi piace far vedere i miei schizzeggi! Chi mi legge si chiedere...ma questo è un pazzo furioso? La risposta é SI!!!

Per condividere notizie trovo molto comodo Facebook, anche se la notizia condivisa rimane fuori dai motori di ricerca, essendo uno spazio più intimo, con un livello di privacy abbastanza buono, se ne impostiamo le opzioni opportunamente. Se ci si vuole proteggere troppo è inutile usare il web 2.0. Basta il proprio computer e condividere le proprie cose con se stessi!
Comunque, seppur perplesso, per il momento continuo a mantenere vivo questo spazio virtuale che mi sono costruito, sperando che possa essere di stimolo per qualcuno, non tanto per ciò che scrivo con la mia testa (essendo pazzo cosa potrà venir fuori se non ca......), ma per quello che ritengo condividere con chi passa da queste parti!
Certamente leggere un libro è molto più interessante di Facebook o di scrivere su un blog, ma chiudersi solo nei libri, se non si ha una vita sociale intensa come il sottoscritto, rimane un puro esercizio intelletuale fine a Me stesso! In attesa che l'orizzonte si alzi (chi mi conosce bene capirà!) mi troverete ancora a cazzeggiar con le parole sulle parole, fra un qualcosa di strambo e l'altro!


venerdì, gennaio 02, 2009

Ulteriori evidenze che le vitamine non riducono il rischio di cancro

Da questo studio di cui trovate un reportage qui (in Inglese) le vitamine C ed E e il beta-carotene e loro combinazioni non incidono sul rischio di cancro.
Questo è in accordo con l'epigenetica di Bruce Lipton (v. post precedente) e altre visioni sulla stessa linea. A meno che non ci si sottoponga a radiazioni ionizzanti intense, le mutazioni del DNA non sarebbero sufficienti a sviluppare un cancro.
Secondo l'epigenetica, in ogni caso, l'espressione del DNA si verifica in seguito a segnali provenienti dall'ambiente intra ed extra cellulare. Il DNA non decide da solo di replicarsi!

Io trovo molto convincente la spiegazione di THORWALD DETHLEFSEN E RUDIGER DAHLKE di cui riporto un breve estratto significativo  dal libro "Malattie e Destino" come riportato da Nexus, 

Il cancro è espressione del nostro tempo e delle nostre concezioni collettive del mondo. Noi sperimentiamo in noi sotto forma di cancro ciò che noi stessi viviamo. La nostra epoca è caratterizzata da irriguardosa espansione e realizzazione dei propri interessi. Nella vita politica, economica, religiosa e privata la gente cerca di dilatare oltre ogni limite i propri fini e i propri interessi senza riguardo per nessuno, cerca di creare ovunque basi per i propri tornaconti e vuol far valere soltanto le proprie idee e l proprie mete, mettendo tutti al servizio del proprio personale vantaggio.

Tutti noi ragioniamo come le cellule cancerogene. La nostra crescita è così veloce che non riusciamo quasi a rifornirci di materia prima come nutrimento. I nostri sistemi di comunicazione raggiungono ogni angolo del mondo, però la comunicazione col nostro vicino o col nostro compagno di vita è ancora assai carente. L’uomo ha tempo libero, ma non sa come utilizzarlo. Produciamo e distruggiamo prodotti alimentari per poter manipolare i prezzi. Possiamo viaggiare comodamente per tutto il mondo, ma non conosciamo noi stessi. La filosofia del nostro tempo non conosce altra meta che la crescita ed il progresso.
Ho letto parecchi libri di Dahlke, che trovate nel mio Anobii,  e lo trovo estremamente convincente per la parte psicosomatica sull'origine delle malattie. Quando lessi qualche anno fa la parte sul cancro (la parte integrale si trova al link di sopra) rimasi sconvolto. Però nel tempo la mia visione della medicina mi ha portato in quella direzione. 
Non ho certezze, ma trovo alcune cose più convincenti di altre!


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