Mentre dobbiamo riconoscere gli importantissimi contributi della psicanalisi alla comprensione della condizione umana, dovremmo renderci conto che la psicanalisi ha avuto anche degli effetti negativi su tale condizione. Ha contribuito ad alimentare la spaccatura tra l'ego e il corpo o tra la cultura e la natura, mettendo in rilievo l'antagonismo tra questi aspetti polari della vita e ignorando la loro sottostante unità. Inoltre, mettendo a fuoco quasi esclusivamente i processi psichici, tende a denigrare il ruolo dei fattori somatici nelle malattie emotive. Così la psicanalisi tende a favorire l'illusione che la mente sia l'unico aspetto importante del funzionamento degli esseri umani. In pratica ciò porta a concentrarsi e immergersi nelle parole nelle immagini mentali e a farci assorbire da queste, trascurando i modi di espressione non verbali. Non può pertanto non finire in un sistema di intellettualizzazioni che hanno perso la loro connessione essenziale con la natura animale dell'uomo.
Alexander Lowen in "La depressione e il corpo"
sabato, maggio 31, 2008
Alexander Lowen sulla psicanalisi
Mysterious
Whoever finds this emotion alien,
whoever can no longer pause to admire
and wonder at it is as if he were dead.
domenica, maggio 25, 2008
sabato, maggio 24, 2008
Amore e Giudizio
L'amore risponde alle domande che il giudizio non riesce a sentire
Cheri Huber
in
Non è obbligatorio soffrire
sabato, maggio 17, 2008
La Fede
La fede è una caratteristica dell'essere: dell'essere in contatto con se stesso, con la vita e con l'universo. È un senso di appartenenza alla propria comunità, al proprio paese e alla terra. Soprattutto è il senso di avere 'grounding' nel proprio corpo, nella propria umanità e nella propria natura animale. Può essere tutte queste cose insieme perché è una manifestazione della vita, un'espressione della forza vitale che unisce tutti gli esseri. È un fenomeno biologico e non una creazione psichica.Alexander Lowen
La depressione e il corpo
La base biologica della fede e della realtà
venerdì, maggio 16, 2008
USA-Alisa Miller: Why we know less than ever about the world
Alisa Miller, head of Public Radio International, talks about why -- though we want to know more about the world than ever -- the US media is actually showing less. Eye-opening stats and graphs.
mercoledì, maggio 14, 2008
Ragazza muore a Firenze- Esempi di disinformazione sull'omoepatia
Guardate come viene trattata la notizia sui tre quotidiani (online)più importanti
Corriere
Stampa
Repubblica
Stando al racconto dei genitori, qualcuno ha suggerito loro una alternativa alla servitù dell'insulina. Qualche tempo fa sono saliti sul loro camper e sono andati a trovare una dottoressa (non sembra che si tratti di una laureata in medicina, a loro è stata presentata come omeopata, ma pare che non risulti neppure negli albi della categoria) che risulterebbe avere studi a Udine e a Milano. Ci sono stati lunghi colloqui. La teoria della dottoressa era straordinariamente affascinante: il diabete è una infezione del pancreas, l'insulina non serve a niente, anzi rende pigro l'organo, mentre le vitamine B ed E, essendo antiossidanti, possono rimetterlo in funzione. Sembra che la specialista non abbia fatto alcuna prescrizione scritta e che abbia chiesto di essere pagata in contanti.
Commenti?
Al di là del mio essere favorevole all'omoepatia, perchè semplicemente l'ho provata e continuo ad usarla seguito da un Medico esperto in omeopatia, disinformare per ignoranza o peggio per secondi fini è un mestiere che viene fatto sulla nostra pelle giornalmente. Poi l'omeopatia è una cosa ben diversa da un intruglio di vitamine!!
domenica, maggio 11, 2008
Le nostre decisioni sono predeterminate inconsciamente!
di Toshan Ivo QuartiroliNew Scientist ha pubblicato un articoletto su un esperimento effettuato da John-Dylan Haynes del Bernstein center for Computational Neuroscience a Berlino. L’esperimento è stato anche divulgato da Wired e da altre fonti di informazione per la sua singolarità.
Le conseguenze di questo studio è che mentre stai leggendo queste parole il tuo cervello potrebbe avere già deciso di cliccare su qualcosa d’altro o anche di allontanarti dal computer. Queste sono le conseguenze di uno studio che ha scoperto che una persona decide di premere un pulsante fino a 7 secondi prima di diventarne consapevole.
.......
Lo scienziato autore dello studio afferma che “le nostre decisioni sono predeterminate inconsciamente molto prima che interviene la nostra coscienza”, e dice poi “credo significhi che non vi è libero arbitrio”. Non è la prima volta che la neuroscienza afferma che non vi è il libero arbitrio, sulla base di analoghi esperimenti.
cont. qui
Più vado dentro la questione più percepisco che non può essere diversamente. Per la saggezza millenaria sono cose note, come dice Quartiroli nel suo interessante articolo.
sabato, maggio 10, 2008
Memoria cellulare e regimi dittatoriali
Può un uomo che ha subito un trapianto di organi possedere memorie del proprio donatore? Apparentemente, potrebbe sembrare pura fantascienza, ma dopo aver guardato The Eye forse qualche nostra certezza potrebbe crollare.
Il film racconta la storia di Sidney, una bella violinista cieca, che ottiene la vista grazie ad un trapianto di cornea. La giovane si abitua al suo nuovo mondo, ma, in concomitanza a questo intervento, inizia ad avere strane e terrificanti visioni di morti. Spaventata e sull'orlo della pazzia, Sidney cerca di scoprire chi le ha donato le cornee e quale segreto racchiudono i suoi "nuovi" occhi. Il fenomeno descritto nel film, mai riconosciuto dalla comunità medica, prende il nome di "memoria cellulare" ed è, in un certo senso, borderline, al limite tra realtà e fantascienza. Secondo questo fenomeno, la nostra personalità, le nostre storie ed i nostri gusti non rispondono solo al cervello, ma dipendono anche da altre cellule all'interno del corpo. Questo si manifesterebbe soprattutto dopo i trapianti.
di Enrica Papetti
cont. qui
martedì, maggio 06, 2008
Pubblicazione on-line dei redditi
Personalmente giudico l’operazione irresponsabile, per la metodologia con la quale è stata effettuata. Concordo pienamente con l’Associazione Cittadini di Internet: il pericolo non sta solo nella micro criminalità che può identificare e colpire più facilmente chi è più abbiente. Pubblicare nome e cognome, reddito e data di nascita consente facilmente di ricostruire anche il codice fiscale e aiuta per i furti di identità. Che porteranno al proliferare dei crimini informatici.
Insomma, perché i politici non fanno i politici (attenti ai bisogni dei cittadini che rappresentano) e prima di fare operazioni di questo genere non si rivolgono a chi è competente delle problematiche e della sicurezza informatica, in questo caso del Web? Si vogliono comunque pubblicare i dati su Internet. Si crea un database criptato (eliminando i dati più sensibili, come la data di nascita) al quale si può accedere solo dopo identificazione e che permette la sola lettura dei dati senza poterli scaricare. In questo modo non solo è garantita la trasparenza, che sembra la sola cosa che importa all’attuale Ministro, ma anche la sicurezza delle informazioni. E poi, si parla tanto di privacy, ma in questo caso dov’è finita?
Giorgio Panzeri
lunedì, maggio 05, 2008
Spesa a chilometri zero
Nel corso degli anni ènotevolmente cambiato il modo di produrre e di distribuire il cibo, dal campo o allevamento fino alla nostra tavola. I fenomeni più vistosi sono stati la globalizzazione dell’industria alimentare, l’incremento dell’import/export di alimenti e materie prime, la concentrazione di grandi produttori a scapito dei piccoli, l’aumento di grandi punti vendita centralizzati e la diminuzione del numero dei piccoli negozi con il conseguente aumento di grandi autoveicoli per il trasporto di generi alimentari. Se 60 anni fa i cibi percorrevano solo pochi chilometri, dalla produzione alla padella, ora possono viaggiare per centinaia o migliaia di chilometri prima di finire in pancia. E’ indubbio che questi cambiamenti abbiano un impatto ambientale: sul traffico, sulle emissioni di CO2 e di smog, sul consumo energetico e così via. Appare tuttavia molto più difficile trovare un modo semplice per valutare quantitativamente questo impatto.
Recentemente ha cominciato a diffondersi l’uso dei “chilometri percorsi” dal cibo (i food miles nel mondo anglosassone, che potremmo anche tradurre com chilometri alimentari) come indice per misurare l’impatto ambientale. La semplice logica dietro questo concetto è che più un alimento ha viaggiato, più energia ha consumato, più combustibili fossili ha bruciato, più gas serra ha emesso (ricordo che i gas serra includono l’anidride carbonica, il metano e altri gas) e quindi più alto è l’impatto ambientale e meno il cibo è ecologicamente sostenibile.
Studi recenti però mostrano che le cose non sono così semplici e che i chilometri percorsi non sono un indicatore sensato dell’impatto ambientale e della sua sostenibilità
cont. qui - di Dario Bressanini
Come spesso accade dietro uno slogan alla Beppe Grillo si nasconde un problema vero che spesso viene semplificato in modo eccessivo e riduttivo. Concordo molto con questo interessante articolo di Bressanini in cui vengono messi in evidenza molti aspetti che ci dicono che a volte i cibi a km 0 non sono meno inquinanti dagli stessi cibi che vengono da migliaia di km di distanza. Quindi aggiungo che la soluzione se la vogliamo trovare è radicale. Se non voglio i pomodori coltivati in serra dietro casa fuori stagione e neanche i pomodori importati da un paese dove sono coltivati al sotto il sole cocente distante 10000 km, rinunciamo semplicemente ai pomodori quando non possiamo coltivarli "secondo natura" dietro casa nostra o giù di lì!
L'ubriaco e la chiave ritrovata
Un ubriaco aveva perso la chiave di casa e la cercava non dove l'aveva persa, ma sotto a un lampione, per il semplice motivo che lì c'era più luce e ci vedeva meglio. Spesso nella vita, anche noi ci comportiamo come l'ubriaco: facciamo ciò che ci costa meno fatica per pigrizia, opportunismo o paura. Nascondiamo la testa sottoterra come gli struzzi e ci rifiutiamo di vedere o di sentire ciò che accade attorno a noi, non facciamo un solo passo nella direzione giusta, ma restiamo al caldo o alla luce di ciò che già sappiamo non andarci bene.
Nel corso dei secoli la scienza ha fatto passi da gigante, scoprendo farmaci utilissimi, inventando strumenti diagnostici e terapeutici sempre più progrediti ed efficaci, e noi tutti ne godiamo oggi i benefici. Penso però, che la direzione della ricerca e della crescita, sia stata troppo spesso e troppo a lungo attorno al lampione e non abbia fatto quel piccolo sforzo di ritornare sui propri passi e vedere dove aveva perso il contatto con la realtà, con la logica e con l'umanità (e quindi con l'uomo).
cont. su Eurosalus
Vi consiglio vivamente di leggere questo bellissimo articolo di Roberto Cavagna. E vi consiglio di seguire Eurosalus. Un modo diverso di vedere la salute da parte di Medici che non agiscono seguendo la massa, nella logica sintomo-soppresione del sintomo. Grazie a Daniela per avermelo suggerito qualche mese fa. Questa è la medicina che mi piace. E vi parlo da chimico per cui, per es., l'omoepatia dovrebbe essere una eresia. Lo era fino a qualche anno fa a dire il vero!
Le cellule adipose sono immortali
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domenica, maggio 04, 2008
giovedì, maggio 01, 2008
Solitudine
Aldo Carotenuto - Lettera aperta a un apprendista stregone
dal blog della mia cara amica Daniela
Anche il nonno si droga
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