Senza industria chimica la nostra vita sarebbe completamente diversa e molto più dura rispetto agli standard che conosciamo oggi. Ma è responsabilità anche della chimica fare in modo che nel futuro possano essere mantenuti standard dignitosi di benessere per tutti, anche per chi adesso vive in condizioni di sottosviluppo. Questo senza gravare sempre più sulla vita di Gaia, la Terra Vivente, che non ha risorse infinite e infinite capacità di reagire alle variazioni di alcuni parametri vitali strettamente legati alla attività dell'uomo, ad es. la quantità di anidride carbonica sempre più elevata nell'atmosfera, ritenuto il responsabile principale dell'effetto serra, senza creare situazioni che possano mettere in pericolo la vità dell'uomo stesso sulla Terra.
giovedì, aprile 30, 2009
CHIMICA
Senza industria chimica la nostra vita sarebbe completamente diversa e molto più dura rispetto agli standard che conosciamo oggi. Ma è responsabilità anche della chimica fare in modo che nel futuro possano essere mantenuti standard dignitosi di benessere per tutti, anche per chi adesso vive in condizioni di sottosviluppo. Questo senza gravare sempre più sulla vita di Gaia, la Terra Vivente, che non ha risorse infinite e infinite capacità di reagire alle variazioni di alcuni parametri vitali strettamente legati alla attività dell'uomo, ad es. la quantità di anidride carbonica sempre più elevata nell'atmosfera, ritenuto il responsabile principale dell'effetto serra, senza creare situazioni che possano mettere in pericolo la vità dell'uomo stesso sulla Terra.
Sesso nello spazio: fantasia o realtà?
Per molti la questione è questa: l’unico modo di far sopravvivere la razza umana è colonizzando l'universo. Ma insomma credo che ci siano ampi margini per sopravvivere ancora un pò sulla terra se iniziamo a cambiare punti di vista su molte cose!!
Per altri la domanda è meno metafisica: "Non si annoieranno gli astronauti che devono rimanere a bordo della Stazione Spaziale Internazionale per mesi e mesi senza poter fare sesso?". Poveracci!!!
Se la nostra meta del futuro è Marte e con il settore turismo spaziale in grande fervore, sappiamo di non essere i soli a chiederci se e come sia possibile fare sesso nello spazio. (dobbiamo attrezzarci con manuali di Sesso Tantrico e Kamasutra!!!?)
Le leggende si moltiplicano da anni, la NASA nel 1992 ha mandato la sua prima coppia di coniugi (Nancy Jan Davis e Mark Charles Lee) in orbita a bordo dello Space Shuttle, mentre i russi ad esempio hanno un istituto molto particolare - e recintato (lo zoo spaziale) - l’Institute of Biomedical Problems, che già dagli anni Sessanta sta studiando la sessualità di alcune specie viventi nello spazio.
Ma tutti ad oggi negano che siano mai avvenuti rapporti sessuali cosmici. Mizzica che scintille galattiche sarebbero !!!
Non è per timidezza. Figuriamoci!! La faccenda è delicata, come ci spiega Enza Piccolella, immunologa del dipartimento di biologia dell’uomo nello spazio dell’Università La Sapienza di Roma, che sta conducendo ricerca di base sull’immunodeficienza degli astronauti. “Visto il numero ancora esiguo di viaggi nello spazio e di astronauti in orbita disponibili per le ricerche -dice Piccolella- è ancora difficile condurre test biologici sistematici su vari livelli per avere risultati comprovati sui rischi di un atto sessuale per la coppia umana e per la prole che potrebbe essere concepita”.
È possibile avere rapporti sessuali in orbita? "Non vedo perché no, sarebbe acrobatico” ci dice schietto Ruper Gerzer, Direttore dell'Insitute of Aerospace Medicine di Colonia in Germania - che ci racconta la storia dei pesci giapponesi Medaka, la prima specie che si è riprodotta con successo nello spazio tanto che gli scienziati della Jaxa l'agenzia spaziale giapponese, ci dice lui, hanno allevato la prole spaziale di questi pesci in cattività e li ha distribuiti nelle scuole giapponesi.
continua su Wired.it
in rosso i miei commenti...!
PROBLEMI DI ASMA PER I PIU' ANSIOSI
Fonte
Il metodo di Respirazione Buteyko è una rieducazione respiratoria pensato proprio nel senso di ridurre l'iperveentilazione, per respirare meno e meglio. Niente di realmente nuovo. Le tecniche di respirazione yoga hanno anche questo obiettivo da millenni. Se ogni tanto guardassimo indietro, nella saggezza millenaria, troveremmo tante di quelle cose che non hanno bisogno di ulteriore ricerche ma di applicazione effettiva. E' chiaro che delegare ad un farmaco tutto il lavoro da fare per stare meglio è più facile per noi, e più redditizio per le case farmaceutiche. Ma i farmaci agiscono solo sui sintomi e, ben che vada, non peggiorano gli squilibri di base, i problemi di fondo, in particolare per le patologie croniche progressive, ammesso che ve ne siano di non progressive. Certemente se le patologie cronicizzate sono trattate con farmaci da tanti anni, non si può pensare che una qualsiasi rieducazione respiratoria possa eliminare l'uso dei farmaci da un giorno all'altro. Si hanno quasi sempre dei miglioramenti che permettono di ridurre l'uso dei farmaci in tali circostanze, e inoltre si rallenta o addirittura si inverte il decorso di patologie croniche progressive. Bisogna avere molta pazienza e fiducia e non si deve mollare mai, qualsiasi sia il punto di partenza.
Negli ultimi anni per le patogie croniche, anche quelle dove la medicina ufficiale può fare ben poco, stanno avendo sempre una più rapida diffusione le tecniche di psicologia energetica, che agiscono in vari modi sul riequilibrio energetico, il cui squilibrio è base dell'insorgere delle varie patologie. Provate per credere!
domenica, aprile 26, 2009
TUTTO E' NATURALE!
Spesso si parla di naturale e di non naturale, o chimico. riferendosi a ciò che l'uomo è in grado di sintetizzare in laboratorio, spesso al di là che ciò che si sintetizza possa essere indentico a ciò che esiste in natura.
Faccio una provocazione e affermo che TUTTO E’ NATURALE, anche ciò che deriva dalla presenza dell’uomo sulla terra, e che non ci sarebbe stato senza la sua presenza, compresi i cosiddetti prodotti chimici di sintesi!
Essendo noi esseri umani parte della natura, tutto ciò che facciamo non può che essere naturale, come ad es. un palazzo, una automobile o un computer. Tutto è costituito dagli stessi tipi di atomi presenti in ciò che ci circonda, quindi perchè fare questa distinzione? Abbiamo qualche caratteristica particolare per cui dobbiamo sentirci discriminati per il presunto fare cose non naturali?
Il fatto che noi stiamo forzando la natura esterna alla nostra specie, nel senso di squilibrare la sua armonia verso uno stato sempre più precario, non credo che ci possa escludere dalla natura in tutto ciò che facciamo. E’ solo una questione di equilibrio tra ciò che facciamo e ciò che la natura intorno a noi è in grado metabolizzare senza influire sulla salute di Gaia, la Terra vivente.
Questo è un pensiero che mi rulla in mente da tempo. Se pensiamo che facciamo parte della natura in ogni nostra attività, forse potremmo essere più consapevoli che tutto ciò che vive oltre la nostra specie merita maggiore rispetto a partire dalla nostro astro vivente che gentilmente ci ospita.
Se l’uomo si estinguesse domani, tutto ciò che esiste a causa dell’uomo scomparirebbe nell’arco di qualche decina di millenni!
Quindi più che una distinzione fra naturale e artificiale farei una distinzione tra ciò che permette di mantenere un equilibrio complessivo accettabile e ciò che va nel senso contrario. Parlo in senso generale, e quindi anche per il singolo essere vivente, uomo incluso.
Usciamo dall’antropocentrismo e riprendiamoci il nostro ruolo animale in questo universo, seppur di animale intelligente, termine col quale ci etichettiamo in modo autoreferenziale.
Ovviamente tutto ciò che fa parte della natura, dell’universo intero, è chimica, noi stessi inclusi.
Era chimica prima che il termine "chimica" fosse formulato per la prima volta, sarà chimica dopo che l’uomo si estinguerà.
martedì, aprile 21, 2009
domenica, aprile 19, 2009
Realtà
Negare la realtà delle cose è non cogliere la loro realtà;
asserire la vanità delle cose è non cogliere la loro realtà.
Più parli e pensi a ciò, più ti allontani dalla verità.
Smetti di parlare e pensare e non ci sarà nulla che non sarai in grado di sapere.
sabato, aprile 18, 2009
venerdì, aprile 17, 2009
mercoledì, aprile 15, 2009
Censura della satura politica- Berlusconi e Vauro
lunedì, aprile 13, 2009
domenica, aprile 12, 2009
Depressione che fare!
Questa è una non guida di un non specialista che ha/non ha problemi di depressione/non depressione, ossessione/non ossessione.
Questo è essenzialmente uno spazio personale/pubblico, per indagare nei meandri delle mie/vostre cellule alla ricerca del vuoto. Non parlo di neuroni, parlo di cellule perchè credo che la depressione come ogni malanno/non malanno sia in qualche modo localizzato in ogni cellula del nostro corpo.
Insomma la depressione non è solo un problema di neuroni, non è solo un problema mentale.
Cosa fare? Il più del fare riguarda il non fare. Il depresso è spesso impegnato nel suo male a tempo pieno, quindi l'aspetto più importante/non importante è liberasi del tempo dal proprio impegno full time ad essere depresso.
Farmaci o non farmaci? Non sono uno specialista per cui non ho risposte al riguardo. Io non li uso!
E' utile distrarsi/non distrarsi dai propri pensieri/non pensieri "profondi" nel senso di sprofondare in essi senza apparente via d'uscita? Ognuno deve regolarsi secondo il proprio sentire. Ma il proprio non quello di qualcun altro! L'aspetto da priveligiare in tutto è la ricerca/non ricerca della Spontaneità. Almeno questo è ciò che trovo personalmente utile.
Anche la depressione è un qualcosa di spontaneo che ci ritroviamo addosso senza sapere il perchè, o meglio il perchè a noi. Proprio perchè è spontanea è inutile combatterla nel senso di opporsi ad un processo spontaneo che vuole solo dare espressione a qualcosa che in noi gira per il verso sbagliato. Nella realtà/non realtà niente è giusto o sbagliato nei segnali che il corpo ci fa sentire spesso chiari e forti. Sono solo dei segnali di allarme.
Se non la combattiamo come la risolviamo? Innanzitutto non bisogna cadere nella trappola che per risolvere qualcosa bisogna per forza combattere. E ciò che mi è stato fatto capire sulla depressione è che la depressione è più forte del depresso. E' una lotta impari. Allora se non possiamo lottare ci facciamo anniettare? Non sostengo questo. Sostengo esattamente il contrario.
Non farsi anniettare non significa lottare!
PERSONE DI CATTIVO UMORE HANNO MEMORIA MIGLIORE
Se il cattivo umore porta spesso a vedere tutto nero, in realta' chi e' cupo e pessimista ha una memoria migliore, soprattutto per i dettagli. Un team di ricercatori australiani ha analizzato la capacita' di un gruppo di persone di ricordare i particolari di alcuni oggetti in condizioni atmosferiche di sole o di freddo, pioggia e vento. Il capo del team dell'universita' di New South Wales, Joseph Forgas, ha riferito che coloro che sono stati 'costretti' al cattivo umore da condizioni atmosferiche sfavorevoli e fastidiose sono riusciti a ricordare una quantita' di dettagli tre volte superiore alle persone rilassate, sorridenti e di buon umore, in una bella giornata di sole.
fonte
Non ne sono così certo per mia esperienza! Sarà valido per chi cambia umore per i cambiamenti delle condizioni atmosferiche ma non credo sia riscontrabile in generale. Si tende sempre a generalizzare a partire dal particolare arrivando a conclusioni quantomeno dubbie!!
mercoledì, aprile 08, 2009
Certezze della Scienza e il caso Giuliani
Ma stasera a Porta a Porta ho sentito il dibattito che c'è stato tra lo stesso Giuliani e un esperto sismologo. Oggi Repubblica ha pubblicato un grafico fornito da Giuliani stesso che mostrava una importante anomalia nelle emissioni di gas radon, che hanno convinto Giuliani e famiglia a passare la notte del terremoto all'aperto, prima che il disastro accadesse. Continuo a credere che non è facile prendere delle decisioni per operazioni di protezione civile di prevenzione di un terremoto, se non si hanno le certezze di Giuliani, ma non posso accettare l'atteggiamento scientista dell'esperto sismologo, che mostrando disponibilità di facciata ad approfondire i dati di Giuliani, ha detto tra l'altro, che per confermare una teoria tipo quello della prevedibilità dei terremoti secondo il metodo di Giuliani, ci vogliono centinaia di lavori pubblicati su riviste di rilevanza internazionale, rivisti prima della pubblicazione dai maggiori esperti del settore, che in genere la pensano come lui. Questo discorso lo sento ripetere per tante altre branche della conoscenza non riconosciute dalla scienza ufficiale, come per gran parte della medicina alternativa.
Seppur non ho alcuna convinzione specifica sul caso discusso relativo al terremoto, credo che lo scientismo imperante continuerà a fare tante vittime!
Siamo vittime del gattopardismo
Non avendo una idea certa del significato di ciò che è emerso ho cercato su google il significato di Gattopardismo che è il seguente:
lunedì, aprile 06, 2009
Abruzzo
E' il momento della riflessione
E' il momento della tristezza per chi non c'è più
E' il momento della gioia per chi emerge vivo da quelle macerie
E' il momento del silenzio per chi vuole far polemiche
domenica, aprile 05, 2009
Ciò che facciamo e ciò che siamo capaci di fare
MAHATMA GANDHI
Fonte Lucia Giovannini "Tutta un'altra vita"
sabato, aprile 04, 2009
SULLA SCIENZA
“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza” (Dante Alighieri).
2. La linea di confine tra naturale e sovrannaturale, tra fisico e ultrafisico, é pura convenzione accademica. Il vero confine della scienza riguarda il non conosciuto. Tutto quello che esiste é naturale.
“Ci sono piu’ cose in cielo e in terra che non spieghi la tua filosofia” (Shakespeare).
3. La scienza deve riconoscere l’esistenza di fenomeni non sperimentabili e non ripetibili, ed aprirsi ad una visione onnicomprensiva dei misteri del mondo e dello stupore che essi generano. “Liberiamoci dall’intellettualismo della scienza per ritrovare la nostra propria natura e quindi la natura in generale” (Max Weber).
4. La scienza non può essere ridotta a tecnologia, per quanto sofisticata. Essa aspira a generare una visione del mondo che riguardi tutto l’esistente. La conoscenza scientifica sorge dall’ispirazione e dall’intuizione oltre che dal metodo, così come gli altri conseguimenti della cultura dell’uomo. “L’aspirazione verso la verità e la comprensione… sorge dalla sfera della spiritualità” (Albert Einstein).
5. La scienza deve essere eticamente impegnata verso la natura e verso la persona umana nella sua inscindibile interezza. Questo le dà uno scopo sostanzialmente diverso da quello ottenibile con il mero uso degli strumenti tecnologici. I valori che hanno fondato la scienza derivano dal mondo morale: attrazione per il mistero, onestà, rispetto per la verità, coerenza, comprensibilità. La scienza si ricollega a questi valori.
6. In campo medico, la scienza deve mettersi al servizio della persona malata e della sua interiorità, e rifiutare l’idea che l’unica via alla guarigione passi attraverso impersonali diagnosi e terapie fisiche o chimiche, o peggio invasive o meramente sintomatiche. Medico e malato devono sentirsi liberi di ricorrere anche a trattamenti non compresi entro i confini della medicina ufficiale.
7. La scienza deve disconoscere successo e potere, comunque ottenuti, come criteri di valore (un’eredità del darwinismo sociale) e rifiutare una visione competitivo-militare della ricerca. “L’oggetto della ricerca non sarà soltanto stabilito dal sentimento di potenza che viene dalla dominazione, ma sarà piuttosto ispirato dal senso di meraviglia e di rispetto che circonda tutto quanto è misterioso” (Adolf Portmann).
8. Di fronte a una scienza che punta i suoi missili verso l’impossibile (terapia genica, guerre spaziali, realtà virtuale…), deve sorgere un’altra scienza che aspiri ad affacciarsi a un mondo abitabile per l’uomo.
“Ciò che è necessario è ripristinare la categoria del sacro, la categoria più completamente distrutta dall’establishment scientifico” (Hans Jonas).
9. La scienza deve ritrovare il suo ambito, i suoi limiti e le sue ispirazioni originarie. La tecnologia deve ritornare ad essere una moderata e garbata imitazione-celebrazione della natura.
10. La ricerca scientifica non può essere sottomessa al potere politico/economico che tende a privilegiarne l’aspetto applicativo. La ricerca di base deve riprendere il ruolo primario che le spetta, libera da condizionamenti imposti dall’ente finanziatore, ma valutata esclusivamente per la sua qualità.
Fonte
giovedì, aprile 02, 2009
GB: 1 TERAPISTA SU 6 TENTA DI CURARE L'OMOSESSUALITA'
Contro ogni evidenza scientifica, ancora una significativa minoranza di psicoterapisti tenta di usare dei percorsi terapeutici per cambiare l'orientamento di pazienti omosessuali: un terapista su sei ha ammesso di aver praticato almeno una volta, su richiesta del cliente, simili terapie per 'indurre' l'eterosessualita' in gay e lesbiche.Reso noto sulla rivista BMC Psychiatry, e' il risultato di uno studio condotto su oltre 1400 terapisti da esperti della University College di Londra e della St George's University. ''Ci sono davvero scarse evidenze scientifiche a dimostrazione dell'efficacia di simili tentativi di trattare l'omosessualita' - dichiara Michael King - di fatto possono invece essere addirittura dannosi per la persona. Quindi e' sorprendente scoprire che ancora oggi una minoranza di terapisti offra questo tipo di trattamenti ai propri clienti''
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